Faretra con freccie - popolo ciukcio
Etnografiska museet Stockholm Sweden P.D.

I TENTATIVI DI CONQUISTARE LA PENISOLA DEI CIUKCI DA PARTE DELLA RUSSIA ZARISTA - Dell'importanza dei cani da slitta nell'economia ed anche nell'ecologia dei popoli dell'Artico Siberiano ne abbiamo già parlato. Quella tra cane e uomo è una vera simbiosi mutualistica e di fatto la stessa cultura umana è sicuramente stata notevolmente influenzata da questo rapporto, ciò in ogni contesto successivo ai varii nuclei di domesticazione (popoli diversi, culture diverse, razze canine diverse).

Per le tribù dell'artico siberiano la slitta trainata dai cani rappresentava il principale mezzo per spostarsi nei territori, andare nei territori di caccia e pesca, spostare uomini e materiali. Di fatto un nodo focale nella vita di queste genti.

Ed i cani ebbero, storicamente, un ruolo cruciale anche sul piano bellico per fronteggiare il tentativo di sottomissione da parte dell'impero russo.

Dall'inizio del diciottesimo secolo la Russia zarista cercò di estendere il suo controllo sui territori della Čukotka e della Kamčatka, anche per proteggere alcune vie commerciali.

I tentativi d'invasione della Penisola dei Ciukci si snodarono fino al 1747, con una fase più intensa dal '29 al '47, sotto gli zar Pietro il Grande, Anna Ivanovna e Elisabetta I  (ma in realtà gli "attriti" con il popolo Ciukcio durarono più di un secolo iniziando già da prima della metà del diciassettesimo) con varie spedizioni, anche molto cruente con perdite notevoli tra i ciukci e villaggi bruciati. L'esito finale fu comunque la completa distruzione del contingente russo risultato di un maldestro attacco, culminato in una Little Bighorn ante litteram.

Ed i cani, le slitte, ebbero un ruolo centrale. Oltre a quello di spostare uomini e cose, rapidamente nei territori ghiacciati, a dare una superiorità, oltre che tattica anche psicologica e simbolica, consentirono ai ciukci di mettere in atto una tecnica di guerriglia mordi e fuggi. Grazie alle slitte trainate dai cani su di un territorio ghiacciato che conoscevano peraltro molto bene, i ciukci si spostavano rapidamente, colpendo e fuggendo e finendo per avere un vantaggio enorme nei confronti di contingenti di un esercito statico settecentesco che si muoveva per di più su di un territorio estremamente ostico.

I cani, ancora una volta, furono vitali per questi popoli.

Le campagne russe si conclusero così, con l'autonomia mantenuta dai ciukci, e l'impero trovò poi vie diplomatiche e commerciali per avere un parziale controllo sui territori che furono alfine inglobati solo dopo la rivoluzione di ottobre (1917).


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