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Ai nostri amici pelosi che non ci sono più

C'è un cielo; ci fosse un cielo. L'ho qui, nei miei pensieri, nei miei ricordi. E me lo devo far bastare. Forse invidio, chi ha un suo cielo, cui credere. Con cui consolarsi. Però un cielo c'è. Comunque. Di ricordi ed immagini. Ed in questo cielo, ora, c'è una muta fantastica.

Sleddog - la prima muta
loro sono i primi cani con cui abbiamo corso. E da loro cominciamo. Azul (Irrequieti Pensieri del Keral'Ghin), Alberto (Fuori Piove un Mondo Freddo), Dom, si vede poco ma li reincontreremo tutti più avanti, (Kloor a Kawn del Keral'Ghin) e Bopp (Vento che Porta Attraverso il Cielo). E sono, un vento che porta attraverso il cielo, il nostro cielo. Da qui partiamo e continuiamo in pensiero libero a ricordarne altri, forse non tutti, ma tutti restano lì, nella muta che corre nel nostro piccolo cielo limite; pur sempre un cielo...

 

Li abbiamo coccolati, molti visti nascere, quasi tutti carezzati negli ultimi istanti.

Ed iniziamo a ricordarli seguendo vecchie foto... Alberto (Fuori Piove un Mondo Freddo) leader indimenticato, di quando le uscite in sleddog erano veramente di sleddog, ed animale coccolonissimo; Babalou (Urlerò alla Luna), la nostra prima femmina della nostra prima cucciolata, colla quale siamo usciti un po' in expo. Dom (Kloor a Kawn del Keral'Ghin)... beh, lui, senza far torto agli altri, è stato un cane speciale, compagno di tante avventure e del crescere della nostra esperienza;  nella prima foto accanto alla piccola Nata, ancora lui in quella a riposo sull'erba. Poi un Duck giovane (Donald della Farha) che è stato con noi circa quindici anni; Indi (Sorge il Mattino del Keral 'Ghin), una delle prime femmine prese ed ochetta del canile; Mildred (Ritorno al Futuro del Keral'Ghin), cagnolina riservata ed anche lei fortunata di quando le uscite in sleddog, erba o neve fa lo stesso, erano non meno di quattro, cinque a settimana...

... poi Romeo (Viene il Cervo al Mio Canto), il primo nato in assoluto del nostro allevamento, partorito sul sedile posteriore della vecchia "Panda", eravamo nel panico e andavamo dal veterinario... oggi fa sorridere; Nata (Nata nell'Ombra), cagnolina molto elegante ma forse un po' troppo nevrile, ed ancora lei di profilo. Ninho (OhCumGaChe Nero non Suonare per i Bianchi), il folle, il pazzo del canile, e come dimenticarlo? Degno del suo nome. Di nuovo Alberto,beh, anche lui lo merita, davanti la slitta era come avere uno sterzo, anche senza pista battuta... e qui grida allo stakeout tutta la sua voglia prima di una partenza...

... il nasone di Crimble (Oh Cum Ga Che Cmble Cramble), il suo nome di pedigree da una canzone dei Pink Floyd barrettiani. Bopp... Bopp, (Vento che Porta Attraverso il Cielo), quell'anno c'era stato il passaggio della cometa Hale Bopp, una vera potenza fisica, la sua linea non scendeva mai durante un'uscita; l'ho abbracciato fino alla fine. Il rosso, in un ritratto da giovane e poi d'adulto. Puck... più vado avanti e più sembrano tutti indimenticabili (e diviene difficile finire questa pagina). Lui si chiamava Oh Cum Ga Che Robin Buon Diavolo ed era figlio di Alberto. E di Alberto aveva ripreso la predisposizione ad essere cane di testa nello sleddog. Se n'è andato all'improvviso, ancor giovane, una mattina di primavera, così... e l'ho ancora negli occhi. Poi Azul (Irrequieti Pensieri del Keral'Ghin), ed irrequieta lo era! Sempre un vulcano in cerca di guai. Anche lei una delle prime tre femmine "serie" prese per iniziare l'allevamento. Galadriel (Galadriel della Farha) anche lei molto ha corso.. più vado avanti più mi rendo conto che questi cani più che riprodurre hanno lavorato, beh, una vera impresa commerciale (ma è così che la vogliamo)...

... Nuages (Oh Cum Ga Che J'Aime les Nuages), pedigree dal verso di uno scritto di Baudelaire, anche lei, come tutti i discendenti di Azul, con una vena di pazzia in corpo. Una delle cagnoline che ha maggiormente riprodotto. Poi Tequila, in due foto, ritratto e imbragata nella sua muta, leader e cagnolina molto recettiva. Sfortunata, un tumore l'ha "chiamata" quando ancora avrebbe potuto vivere molto con noi. Le due immagini dopo sono di Libbie (OhCumGaChe Seme di Mostarda), sorella di Puck e come tutti i figli di Alberto grande predisposizione ad essere cane di testa; era con un nostro amico, è tornata dopo la morte di Puck. In fine abbiamo messo Oberon (Oh Cum Ga Che Oberon della Notte), lui non è vissuto con noi ma era stato preso da Daniele, che poi, come spesso accade, è divenuto nostro amico. E' stato un cane veramente sfortunato, giovanissimo ha sviluppato una rarissima patologia. Ora riposa qui, su richiesta di Daniele, insieme gli altri pelosi del branco. Ed in chiusura vogliamo ricordare, non troviamo foto, le due cagnine che ci hanno accompagnato da Roma e con me uscivano al Parco degli Acquedotti, a Cinecittà. Loro erano i primi Siberian Husky che abbiamo avuto, di quelli che magari... il Tipo... Sono i cani con cui abbiamo comunque iniziato a conoscere questa razza (ma ancora c'è da lavorare!). Lili e Dada; e si va molto indietro col tempo.

Ed alla fine li abbiamo voluti mettere di nuovo, qui, ritratti allo stakeout, non si vede Azul: Dom, Bopp ed Alberto, in una giornata di quelle che un pochino ricordavano la loro terra di cui non avevano memoria negli occhi ma certamente nel cuore. E loro, che sono stati i miei occhi, nei miei occhi resteranno, per sempre; quel sempre effimero che è la durata della nostra vita.

Stakeout qualche anno fa...

 

Quello che segue è quanto ho scritto il giorno della morte di Dom e che per lungo tempo è stato nella Welcome Page del sito. Non esistono classifiche di affetto e nulla si toglie. Dom è stato il cane di casa e, soprattutto, come cane era un cane veramente speciale. Dedicata a tutti e sembra di sentire un loro ululato:

Solo la sensazione di un periodo che s'è concluso... nulla di meno, nulla di più: un vuoto.

Qualsiasi cosa si possa scrivere difficilmente non sconfinerebbe nella retorica, in questi casi.
E' tutto molto personale ed ogni vocabolo, ogni aggettivo possono facilmente suonare vuoti, già sentiti, stupidi.
Dirò solo che per noi Dom era un compagno, particolare.
Un cane? Sì, un cane con buona pace di chi ci vede il ridicolo.
E' stato anche a lungo il mio wheel nel team di sleddog, felici di correre insieme, senza mete, uomo e cane. Con buona pace di quelli che credono che far correre un cane sia maltrattarlo.
L'ultima volta... è una mia fissazione pensare alle "ultime volte": fai una cosa e quella sarà l'ultima che la farai, anche se magari avrai ancora avanti una vita intera. Percorri una strada consueta, saluti una persona che vedi tutti i giorni, fai una partita a calcetto, l'ennesima; dalla cosa più seria a quella più stupida. E' lÌ, è deciso, chissà da quando, l'hai sempre fatto e da quel preciso istante non succederà più...
Dicevo: l'ultima volta che ha corso con me è stato quest'inverno, già vecchietto e da tempo fuori del team di sleddog. Era la "festa della neve" cui partecipiamo ogni anno. Si tratta di brevi giri, ripetuti, di non più di 600 metri, dimostrativi. Ha capito che stavo preparando le attrezzature per andare e le sue richieste sono risuonate prepotenti. L'ho portato, e dopo aver fatto sfogare nei primi giri i giovani l'ho attaccato. I suoi occhi, le sue zampe, i suoi movimenti, gli ululati mi hanno implorato di non staccarlo più. Ha effettuato tutti i giri rimanenti.
Sarà stato un cane felice? lo spero. Noi con lui lo siamo stati.
Un solo grosso rimpianto: che nostra figlia non abbia potuto dividere per più tempo la sua amicizia.
Un ricordo? Il suo naso, usato come una freccia ad indicare le sue richieste. I suoi wauwa, ululati tutti particolari. La sua calma che ce lo faceva, simpaticamente, appellare cane zen. La sua saggezza; strano dirlo di un cane. L'accompagnarmi durante le pulizie ai recinti del canile, come un aiutante.
Capobranco, indiscusso, del nostro branco di Siberian Husky pur se la maggior parte del suo tempo l'ha vissuta in casa con noi.

Mia figlia, poco più di quattro anni, crede che quando qualcuno muore vada sulle stelline. Dom è lì che la guarda ed ha portato con se l'osso che solo pochi giorni fa lei le aveva regalato. Sulle stelline le cose durano in eterno ed ogni volta che rosicchierà quell'osso penserà a lei. Di sera lo chiama e dice di sentirlo ululare, da lontano. Dom (Mommo) è lì che la guarda e la vedrà crescere.

Ma il mio cielo è nero, come la pece, e non ha stelle, od altro, che possano lenire le mie lagrime.

Addio compagno peloso.
Maurizio - 3 agosto 2006

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