Lupo appenninico

"...Il 30 luglio, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha autorizzato l'abbattimento di due lupi nell'Alta Val Venosta: il compito è stato affidato al Corpo Forestale Provinciale..."
"...Dopo la firma del decreto di abbattimento del 30 luglio, un lupo è stato abbattuto in Alta Val Venosta nella notte del 12 agosto..."
dalle news sul sito istituzionale della Provincia di Bolzano - Alto Adige.

Piccola ma necessaria premessa iniziale: da un punto di vista meramente etico e se vogliamo filosofico, personalmente ritengo che il pianeta non sia nostro esclusivo patrimonio, per altro ampiamente dilapidato, ma sia condiviso, con tutti i meccanismi biologici esistenti, colle altre specie. Quindi è necessario, laddove esistano problemi gestionali, trovare soluzioni di compromesso, gestire adeguatamente, in questo caso i capi di bestiame e i relativi sistemi di protezione, cani da guardiania in testa, le situazioni di "attrito". Dove necessario spalmare sulla collettività, come civilmente dovrebbe essere, i costi di una gestione conservazionistica.

Non è questa però la tematica che voglio toccare e voglio scendere di un livello: parlare dall'interno della visione dell'abbattimento a dimostrazione della pochezza di certa politica, rigidamente colla p minuscola.

Dopo oltre cinquant'anni è stato abbattuto in maniera legale, un lupo. Dalle notizie, ma anche dagli stessi comunicati della Provincia autonoma di Bolzano, risulta che l'abbattimento del soggetto, in sospetta predazione, sia stato compiuto in totale casualità (un soggetto maschio di circa 45 chili) e che solo a posteriori sia stato richiesto un qualche tipo di controllo (DNA per capire se il soggetto fosse stato responsabile di passati eventi predatori). Aspetto questo molto importante, vedremo.

Intanto è da sottolineare che, al contrario di come ammicca anche il comunicato stampa nell'ultimo passo l'abbattimento non è (ancora) conseguenza del variato status del lupo a livello europeo, declassato, nella Direttiva Habitat, da "rigidamente protetto" a "protetto". La normativa non è ancora legalmente recepita in Italia e non è in vigore a livello nazionale. L'abbattimento è stato possibile in virtù dello status di Provincia Autonoma e di una legge provinciale, più o meno come successo cogli orsi in Trentino. Ma veniamo ai punti salienti.

Il lupo, dicevamo, è stato prelevato in maniera casuale senza un monitoraggio preventivo, un soggetto maschio, ampiamente adulto (45 chilogrammi), presumibilmente in predazione. Considerate le circostanze possono esserci buone probabilità che fosse l'esemplare maschio della coppia riproduttiva, in ogni caso non si è fatto nulla di preventivo per verificarlo.

Cosa accade se viene abbattuto il componente maschio alfa del branco? Il branco di lupi, che ricordiamo è un gruppo di tipo familiare, coppia riproduttrice e giovani dell'anno precedente, se le risorse lo consentono, anche di due anni prima, va in disgregazione. I giovani entrano prima in dispersione, la predazione sui capi domestici può aumentare se i domestici sono più facilmente predabili (il branco disgregato ha meno capacità di cacciare selvatici), la femmina può trovare come partner sessuale un cane vagante (e purtroppo i cani vaganti hanno una densità più alta dei lupi, e qui la gestione è tutta a grave responsabilità dell'uomo).
Il fenomeno dell'ibridazione, spesso poco nominato, lupo e cane sono interfertili e danno prole fertile, porta a colpire la stessa integrità genetica della specie. Gl'ibridi posso incrociarsi poi tra loro e con lupi portando per introgressione le variazioni nel patrimonio genetico della popolazione. Qualcosa che mina dall'interno! Il rischio è l'estinzione genomica. Ancor più importante che il depauperamento numerico che, oggi come oggi, non desta preoccupazione; il lupo è ben rappresentato e distribuito, attualmente non rischia estinzione e non ci troviamo certo nella situazione dei primi anni '70 dello scorso secolo in cui la specie era a grandissimo rischio.

Cosa comporta quindi come conseguenze un prelievo effettuato in maniera casuale come avvenuto in Val Venosta?
Se il sospetto di soggetto della coppia riproduttrice fosse reale, un'azione di questo tipo, che finisce per essere sovrapponibile come conseguenze ad un atto di bracconaggio (la sola differenza a questo punto sarebbe la legalità), non apporterebbe benefici come pressione predatoria sugli animali domestici (anzi, un branco non più coeso potrebbe essere anche più dannoso) e il marcato rischio di fenomeni d'ibridazione lupo-cane. Potenzialmente una reiterata gestione degli abbattimenti in questa chiave, oltre a non apportare visibili benefici agli allevatori, incrementerebbe di certo il fenomeno ibridatorio che, allo stato attuale, è forse il rischio maggiore per la specie.

E, forse, le scelte politiche (la p è sempre rigidamente minuscola) sono solo dettate da interessi elettorali, per contentare lobby, elettori del proprio bacino. Con miopia e pochezza intellettuale cercata e voluta. Ma anche se le "risposte" delle grandi organizzazioni ambientaliste, anch'esse spesso solo baracconi politici, non fossero solo demagogiche e interessate alle dinamiche interne.

Se le valutazioni non saranno fatte con attenzione realmente Politica (gestione nell'interesse della polis, ed estendiamo il termine all'ambiente in toto) il futuro, e non certo solo quello del lupo, non sarà certo dei più rosei.

 

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