E sono trenta! Era fine ottobre del 1995 e nasceva la nostra prima cucciolata. Inesperti, in confusione, con tante illusioni e ingenuità si iniziava un percorso. Prima cucciolata, primo parto e tanta inesperienza. La cagnina in travaglio per molte ore e tutta la notte e noi nel panico. Fuga a Roma dall'allora nostro veterinario (e ovviamente era domenica ché quando c'è un'emergenza è sempre festa) che avevamo contattato per telefono, e cucciolo nato all'uscita del Raccordo Anulare della Salaria, sul sedile posteriore della Panda 900...

Cuccioli: Babalou e Romeo

Due cuccioli alla fine ed entrambi rimasti con noi: Romeo (Viene il Cervo al Mio Canto) e Balù (Urlerò alla Luna), ovviamente ancora senza affisso (per quello che vale). E Babalou la ritroviamo ancora nei nostri pedigree. Era stata una monta esterna con una delle nostre prime cagnine di "pregio", linea Kontoki, provenienza dall'allevamento Keral'Ghin di Filippo Cattaneo.

In realtà l'incontro coi Siberian era avvenuto un paio di anni prima con la nostra prima cagnina, Lilith. E lì tutta l'inesperienza e tutta la disinformazione avevano pesato. Cucciola di dubbia provenienza, mal vaccinata, e infezione di cimurro con cui "litigammo" per un anno intero. Lili comunque sopravvisse, anche se un po' claudicante, e rimase con noi fino a tutta la sua vecchiaia. Questa esperienza ci servì comunque e non poco, non solo per capire dove andare a cercare i nostri primi pelosi ma, soprattutto, per le nostre future scelte. Avevamo pagato quello che pagavano e pagano molti ché purtroppo, e ancor oggi, una corretta informazione latita e si deve far il conto, facciamocene una ragione, col fatto che la gran massa dei cani "di razza" ha origini spesso dubbie e di "basso livello", canari, importatori. I cani provenienti dai "veri" allevamenti sono numericamente solo la punta dell'iceberg (promettiamo di farci un discorso a parte) e la dicotomia tra il mondo ufficiale e la gran massa è a tutt'ora insanato. Questo lo capimmo da subito, questo lo mettemmo appena possibile nero su bianco nei nostri primi articoli, prima sulla rivista Work Dogs poi sul bollettino del Siberian Husky Club Italia, club non ufficiale. E su Work Dogs il nostro primo articolo importante, le nostre speranze, propositi, progetti con Romeo che "conquistò" la prima di copertina.

Work Dogs: Romeo in copertina

A rileggerlo tante illusioni e ingenuità ma una passione che resta e, se tante sono state le volte che avremmo poi voluto smettere, quasi una dipendenza che poi ci faceva e ci fa andare avanti.
Già a Roma, colle prime cagnine, i primi passi nell'utilizzo sportivo ché è quello che si dovrebbe ad un Siberian Husky. Corsa a piedi nel Parco degli Acquedotti, tanta, che al tempo (lo scrivente, Maurizio) ero appena reduce da anni di atletica leggera anche competitiva. Poi le prime uscite colla mountain bike e i primi voli. Chissà se qualcuno ricorda il pazzo che correva coi cani lungo l'acquedotto Felice a Cinecittà?
Le uscite sportive sarebbero poi state la maggior attività, moltissime in escursionismo, una manciata competitive, gli anni di atletica avevano sviluppato una certa idiosincrasia per i cronometri, comunque finché non si è sciolta, ed è stata una bella esperienza, ogni anno tutto il circuito di Arctic Italia, piacevole associazione locale umbra, poi qualche gara con Antartica e tre campionati italiani su erba. Un paio di aneddoti tanto per far capire cosa si combinava. Gara di Arctic Italia nelle Marche, Piani di Ragnola, a meno di un mese dalla data presunta di nascita di nostra figlia e Manuela colla valigetta, hai visto mai arrivasse prima? Poi, con nostra figlia alla materna, caricare i cani, accompagnarla a scuola, correre a Campaegli (nostra base a circa una cinquantina di chilometri) fare l'allenamento coi cani su neve (allora c'era) e di corsa tornare a prendere la bambina a scuola, e questo non meno di tre, quattro volte a settimana. Attività sportiva coi Siberian, e lo ripetiamo, se si ha un Siberian glielo si deve, anche qualcosa di semplice, anche un semplice dogtrekking o la corsa nel parco. Attività che serve, e non poco, anche nella pratica di allevamento, nelle scelte.

Siberian Husky: Babalou

All'inizio della nostra avventura anche molte uscite in expo. E poi la scelta di disertarle, un po' di "incomprensioni di visioni" col grosso dell'ambiente e comunque la consapevolezza di tagliarci fuori una bella fetta di esperienze necessarie all'allevamento ché osservare solo i cani degli altri tutto sommato non basta, bisogna viverli più direttamente, dal vivo. Perché l'expo, come abbiamo più volte ribadito, è una esperienza tecnica necessaria in allevamento (ma tanto quanto quella sportiva!), non si tratta di "mostra di bellezza" e questo errore semantico è il grosso suo problema, anche in molti degli addetti ai lavori.
Da subito poi la comprensione che no, non poteva essere un "lavoro" (e all'inizio ne avevamo l'illusione) che se è lavoro è mercato e se è mercato l'etica si va a far benedire. Così passione, entrate a mantenere un canile che man mano si riempiva anche di vecchietti, perché i nostri cani restano nostri cani anche una volta che non fanno più cuccioli o che non sono più in grado di correre, e nella migliore delle ipotesi una piccola entrata a sostegno degli altri nostri lavori. Poi, nel piccolo, il tentativo di fare un po' d'informazione, anche attraverso un sito WEB, sono ventisette anni che è in linea, e la consapevolezza man mano maturata che la selezione più difficile è quella sui... proprietari.

Siberian Husky: Romeo

L'affisso lo prendemmo nel 1997, ben pochi i requisiti richiesti, ora ancor meno, e scegliemmo come prefisso un nome indiano d'America: Oh Cum Ga Che, Piccolo Lupo. Piccolo Lupo, nome di un guerriero chejenne che partecipò alla battaglia di Little Big Horn. Piccolo nostro omaggio a una popolazione, gl'indiani d'America, vittime di un genocidio. Affisso per allevare una razza selezionata in tempi moderni dagli statunitensi ma originaria da una popolazione geografica siberiana allevata da "indiani" del Nord Siberiano.
E siamo ancora qui, dopo una breve parentesi di qualche anno ora si riprenderà anche l'attività sportiva, e siamo ripartiti intanto organizzando brevi dogtrekking cui invitiamo gli amici che hanno preso i nostri cuccioli che ci piace continuare a seguire, non riusciamo a smettere ma dobbiamo fare i conti colla nostra anagrafe. Dobbiamo garantire ai cani una sicurezza, così quest'anno e il prossimo terremo i nostri ultimi due cuccioli, un maschietto, già qui, e una femmina dalla prossima monta che effettueremo esterna, col cane di un allevamento che molto stimiamo. Poi Piccolo Lupo andrà a... esaurirsi ma, lo giuriamo, finché ci sarà una pista da percorrere noi saremo qui!

 

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