Nel suo ormai datato libro "Il Siberian Husky", poco meno di quarant'anni fa editato in Italia dalla De Vecchi Editore, Dominique Grandjean, già medico veterinario della nazionale francese di sleddog, riportava: "(...) Diarrea cronica (...) Le cause sono molto numerose, ma per quanto riguarda il Siberian Husky esiste una causa principale: la cattiva digestione glucidica. Infatti, non è raro constatare che, in questa razza, la distribuzione di una dieta che non porrebbe problemi ad altri cani, diventa causa di diarrea persistente. Questo fenomeno è senza dubbio da attribuire a un'insufficienza di certi enzimi digestivi (amilasi pancreatica) caratteristica della razza e senza dubbio di tutti i cani nordici (...)". Non sappiamo se dietro ci fosse una raccolta di dati o semplice "impressione sul campo", sta di fatto che ricerche, anche recenti, sembrano confermare in pieno questa tesi.
L'amido, presente in alimenti quali pasta, pane, patate, riso, viene digerito, con varii passagi, a partire dalla scissione in zuccheri più semplici, come maltosio e maltodestrine, attraverso l'amilasi pancreatica (nell'uomo una forma di amilasi, ptialina, è già presente nella saliva, nel cane avviene solo con quella escreta dal pancreas nell'intestino).
Abbiamo incrociato due ricerche, una pubblicata su Science a giugno del 2020 "Arctic-Adapted Dogs Emerged at the Pleistocene-Holocene Transition" AA.VV consultabile in lingua inglese qui, e l'altra "Ollivier M et al. 2016 Amy2B copy number variation reveals starch diet adaptations in ancient European dogs. R. Soc. open sci. 3: 160449" consultabile, sempre in inglese, qui.
La seconda ricerca traccia, con un'analisi paleogenetica, la cronologia e l'espansione del gene AMY2B (che è il responsabile della sintesi dell'amilasi). Il DNA di lupo e di cane ci mostra che con la domesticazione questo gene è stato duplicato. L'indagine è stata svolta su 13 campioni di cani antichi tra i 15000 e i 4000 anni fa. L'aumento di copie si fa risalire a partire dai 7000. Secondo gli autori questa espansione riflette il passaggio dell'uomo da una economia di caccia ad una di tipo agricolo. Di fatto un adattamento del cane all'ambiente umano e in definitiva una risultante indiretta della domesticazione. Tanto ad arrivare, nei cani moderni, a 40 copie di AMY2B contro le 2 presenti nel 60% delle specie di lupo esistenti.
La prima ricerca, sulla quale torneremo in altro articolo poiché ha spunti molto interessanti, ripercorre il passaggio dal lupo siberiano (33.000 anni fa) ai cani siberiani del sito di Zhokhov (circa 9000 anni fa, ne abbiamo parlato qui) ad attuali cani nordici (Groenlandesi). I risultati accreditano che oltre a non esserci più stata ibridazione col lupo attuale (nello specifico Nord Americano), il gruppo dei cani nordici si mostra come una popolazione relativamente isolata da almeno 9500 anni con varie peculiarità anche sul piano fisiologico.
In particolare per quello che c'interessa in questo scritto, e questo per entrambe le ricerche, il ceppo nordico mostra un numero di copie del gene AMY2B simile a quello del lupo (da 2 a 4 copie). Quindi intuitivo è il deficit per l'amilasi in un'evoluzione che è andata di pari passo con gli umani che hanno allevato i nordici e che a loro volta si nutrivano prevalentemente di carne e pescato. In aggiunta la prima ricerca riporta che i cani da slitta moderni, come anche il cane di Zhokhov, possiedono l’aplotipo ancestrale del gene MGAM, ancora presente nei lupi. MGAM codifica per l'enzima maltasi-glucoamilasi che catalizza l'idrolisi del maltosio in glucosio quindi entra nella fase successiva della digestione degli amidi. Nell'uomo una sua carenza (malattia rara) provoca diarrea cronica.
Quindi, ricapitolando, il cane ha percorso coll'uomo le fasi della sua domesticazione modificando e adattandosi ai cambiamenti dell'ambiente; così l'avvento dell'agricoltura ha via, via modificato la capacità metabolica della digestione glucidica rendendo il cane in grado di digerire ciò che anche l'uomo mangiava e rendeva disponibile. I cani nordici, popolazione in pratica isolata, con il suo popolo che, vista la geografia dei luoghi, viveva essenzialmente di caccia e pesca, non ha sviluppato questa via evolutiva, non avendone necessità, così come anche il lupo. Colle inevitabili conseguenze nella vita attuale. È bene tenerlo ben presente quando si parla dell'alimentazione di un cane nordico.
