Il movimento nel Siberian Husky è tanto importante quanto sintesi della costruzione del cane. Il movimento è, inevitabilmente, fortemente implicato nella prestazione sui percorsi di sleddog. Un buon movimento efficiente e senza perdite fa risparmiare energie e contribuisce alla resa globale.
Tocchiamo qui un argomento spesso fonte di discussioni, più o meno costruttive, spesso chiave di confronto in quella dicotomia tra sport e show che è presente in ogni razza da lavoro. Lo tocchiamo dopo anni di chiacchiere e vecchi articoli scritti (News - Siberian Husky Club Italia, Work Dogs...), sono ormai trent'anni che ci vedono affacciati a questo mondo, e proprio per questo vogliamo farlo in quello che è e resta un work in progress, senza sbandierare bibbie, con la voglia di cercare di imparare ancora (ce n'è sempre di più). Per questo vogliamo farlo guardando indietro a quelle che possiamo considerare "giovani ingenuità".

Ed iniziamo da un'affermazione che spesso è un mantra (e anche noi lo abbiamo in passato più volte ripetuto): il Siberian Husky è trottatore per lunghe e medie distanze. Sì, se il Siberian è certamente un animale che storicamente nasce in spostamenti di lunghe distanze per motivi di lavoro/sopravvivenza nei territori prima siberiani, poi alaskani, se il Siberian nelle sue andature utilizza anche il trotto (passo di resistenza ma lento), possiamo ora affermare con una certa sicurezza, dopo essere stati per parecchio tempo sopra una slitta e dietro una muta, che se questo cane può scegliere, anche in situazioni importanti, sceglierà quel galoppetto di resistenza che, se vogliamo mutuare il termine dall'equitazione, potremmo definire canter. Quel galoppo corto e lento che consente una buona resa energetica ma anche una discreta velocità, andatura certamente di resistenza, permette percorrenze anche molto lunghe, e, ove necessario, di passaggio tra i vari ritmi. Poi il Siberian Husky usa anche il galoppo, in base alle condizioni del fondo e alla lunghezza del tracciato, o anche un "mezzo galoppo" un po' più ampio e veloce del canter, certamente galoppo, ma non sparato a tutta energia; passi più dispendiosi ma certamente più veloci. E, ovviamente, in percorsi lunghi e pesanti, anche il trotto. In tracciati prolungati è possibile vedere alternarsi il canter al trotto in base all'orografia del terreno. È storicamente animale da lunghe percorrenze ed è soprattutto costruito per queste, però ha anche una notevole velocità di base e non si spaventa certo (e soprattutto non viene maltrattato ne' snaturato) se s'impegna in un percorso da sprint.

Ma cerchiamo di percorrere un filo logico e storico. Guardiamo ai cani sui ring e sulle piste, senza falsi patriottismi. Ed iniziamo dallo Standard di razza nelle varie stesure e dai primi cani arrivati in Alaska.
I "piccoli topi siberiani" appaiono per la prima volta in una competizione in Alaska nella All-Alaska Sweepstakes del 1909 e si piazzano terzi dopo essere stati per lungo tempo primi. È una lunga distanza di 408 miglia. I cani, originari della Siberia Orientale, perlopiù dai villaggi Ciukci della costa, nella loro terra venivano usati per lunghi spostamenti lungo i territori di caccia e pesca. In Nord America verranno usati anche per lunghi spostamenti e per il trasporto di uomini e attrezzature varie. Qui, anche se sembrano documentati pure utilizzi nei popoli siberiani in gare di villaggio e durante le feste, il cane viene utilizzato in maniera massiva anche per aspetti ludico/economici (con forti scommesse sulle gare).
Intanto diciamo anche che se le gare regine erano lunghe distanze, in ambito locale ed anche a corollario delle corse maggiori, venivano organizzate competizioni su brevi/medie distanze in cui i Siberian, per loro caratteristica di buona velocità avevano ruolo importante.

Leonhard Seppala in una gara "corta" a Lake Placid 1930 - Fonte Library of Congress, Prints and Photographs Division
Il primo Standard di razza è pubblicato nel 1932, con molta probabilità prende come principale riferimento alcuni soggetti tra gli ultimi importati dalla Siberia, potremmo citare tra tutti Kreevanka e Tserko che furono anche a fondamento delle principali linee di sangue americane. È uno Standard scarno che però riporta l'interessante notazione, che poi scomparirà nei successivi, della velocità:
"Egli deve essere straordinariamente attivo, scattante ed agile, capace di correre in un team con un carico, ad una velocità di venti miglia all’ora per una breve distanza."
Quelle 20 miglia l'ora che corrispondono a poco più di 32 chilometri l'ora, e riconosciamo subito il Siberian come cane piuttosto veloce nelle brevi distanze (non specificate come non è specificato il carico).
D'altro canto i cani vengono anche utilizzati in una gara dimostrativa alle olimpiadi invernali di Lake Placid, sempre del '32. È una competizione di circa 40 chilometri per due manche che, per i tempi, non possiamo chiamare propriamente media distanza anche se non è uno sprint. Tra gli altri, partecipante alla gara dimostrativa troviamo Leonhard Seppala che si piazza al secondo posto dietro il canadese Émile St. Godard che vince con un tempo di poco superiore alle 4 ore e venti minuti.
Della descrizione del movimento, in verità, negli Standard, nelle prime stesure, troviamo poco e relegato nella sezione "aspetto generale". Ciò che appare nel 1941
"La sua andatura caratteristica è agile e apparentemente senza sforzo quando si muove libero o al guinzaglio molle, ma dispiega grande potenza quando tira; il trotto è vivace, sciolto e piuttosto veloce."
rimane abbastanza invariata nel corso degli anni. È solo nella revisione del 1971 che appare una sezione "movimento".
"Il movimento caratteristico del Siberian Husky è regolare ed apparentemente senza sforzo. E’ un cane scattante e leggero sugli arti e quando è nel ring deve essere condotto a guinzaglio molle ad un trotto moderatamente veloce in modo da mostrare una buona estensione degli anteriori e una buona spinta dei posteriori. Visto al passo, mentre viene verso di noi il Siberian Husky non realizza il single-track, ma a mano a mano che la velocità aumenta gli arti si inclinano gradualmente verso l’interno, fino a quando i piedi si allineano sotto l’asse longitudinale del corpo. Quando le impronte convergono le zampe anteriori e le zampe posteriori vengono portate dritte in avanti con i gomiti e le ginocchia che non girano né all’interno né all’esterno. Ogni arto posteriore si pone sull’orma dell’arto anteriore dello stesso lato. Quando il cane trotta la linea dorsale è ferma e dritta."
È ovvio che il cane deve essere giudicabile in una manifestazione tecnica (perché di questo si, o dovrebbe, trattarsi; gli "show - mostre di bellezza" sono vittima di un errore di semantica, errore in cui cadono alle volte anche gli addetti ai lavori), su di un ring. È anche vero che si perde ogni riferimento ad un visione più pratica che rimane relegata nell'aspetto generale e nelle deduzioni date dalla descrizione della costruzione del cane (importantissime). In nessuna delle revisioni si parla esplicitamente dell'andatura (trotto, canter, galoppo...) durante il lavoro. Però analizziamo ciò che si dice che è molto importante, comunque.
La descrizione del "movimento" rimane inalterata fino ai giorni nostri
Intanto si parla di un movimento libero e al guinzaglio lento, quindi da nessuna parte è detto che in traino sarà questo il movimento principe, ci dice solo che per giudicare correttamente il cane su di un ring il passo da usare è il trotto, che comunque tanto ci dice, e a questo si riferisce. Vedremo, all'aumentare della velocità, il single-track (dell'importanza e del parallelo col selvatico ne abbiamo parlato qui tra il serio e il faceto). Gli arti convergeranno su di una linea ideale con le orme dei posteriori che andranno a coprire quelle degli anteriori. Ciò avviene all'aumento della velocità perché il cane, in partenza, avrà comunque gli arti, soprattutto i posteriori, leggermente divaricati e raggiungerà il single-track progressivamente dopo una fase di accelerazione. Ancor di più, un cane con un buon tono muscolare, un cane che magari lavora, raggiungerà questa situazione dopo una fase anche più lunga (e magari con una spinta laterale posteriore iniziale maggiore). Questo ad un buon occhio dimostrerebbe comunque buona spinta. Il problema è che se il ring è troppo corto vedere il single-track, ancor di più con un cane allenato e di buona muscolatura, diventa utopia. Se si vuole essere in grado di valutare il cane è necessario che il ring abbia un buon fondo che garantisca una buona presa e sia di dimensioni adeguate. Altro aspetto importante, sempre riferendoci al ring ma proiettando l'idea al lavoro, è che la componente di spinta sia il più possibile in direzione dell'avanzamento e componenti altre siano trascurabili, idealmente nulle. Nel lavoro la spinta del posteriore, coadiuvata dall'anteriore, viene trasmessa dalle spalle all'imbrago di traino, ciò presuppone una linea dorsale ben solida coll'ideale spinta tutta (o quasi) lungo la traiettoria del percorso. Quindi anche su di un ring, anche semplicemente al trotto libero, ogni saltellamento ed ondeggiamento ci dimostra un movimento certamente non ideale (anche per il lavoro). Il cane deve mostrare buona falcata e allungo, con la necessità però che la fase di spinta ed appoggio siano sufficientemente lunghi. Insomma il lavoro muscolare del cane deve essere adeguatamente scaricato sul terreno per ottenere buona spinta. Un cane cui bruci il terreno sotto i piedi, magari molto bellino a vedersi, avrà insufficiente spinta, anche in proiezione lavoro; però alle volte, su di un ring, inganna.
Ricordiamo, senza andare nello specifico che angoli, soprattutto coerenti tra posteriore e anteriore, lunghezza degli arti contribuiscono in maniera sostanziale ad un corretto movimento.

Il Siberian Husky è un cane raccontato come medio e compromesso di forza, velocità e resistenza. Sicuramente un cane che nasce da un lavoro duro, dove gli eccessi si pagavano, mutuato ora nello sport ché, come per quasi tutti le razze da lavoro, l'aspetto di utilizzo è divenuto semplicemente ludico. Questa caratteristica ne ha fatto forse storicamente uno dei migliori cani da slitta, tanto duttile da poter passare, nelle competizioni, dall'utilizzo su di un tracciato sprint come ad una lunga distanza. Certo altre sono ora le razze, o meglio i mix allevati specificatamente per i vari tipi di competizione, che offrono prestazioni eccelse sui campi di gara ma anche qui, il Siberian husky ha messo sicuramente lo "zampino".
Sui campi innevati in base alla lunghezza e durezza dei tracciati è in grado di sfruttare varie andature, sempre nell'ottica della migliore efficienza energetica. Vedremo la muta partire al galoppo sfrenato per poi passare, sempre in funzione del tracciato, ad un galoppo più lento o ad un canter, che rimane l'andatura più amata da questo animale. Il trotto sarà relegato, e difficilmente lo vedremo nelle competizioni da sprint e sempre un trotto molto "allegro", nei tratti più duri e se la muta deve "tirare il fiato". Il passo non è amato da questo cane e spesso può indicare una muta poco allenata (o in situazioni di escursionismo su neve poco battuta ma questo è altro tema).

Questo cane è un infaticabile sportivo ed è bene che chi se ne voglia far amico metta in conto di programmare una qualche attività che ne rispetti la natura. Lo si deve a questo animale!
La dicotomia nelle linee da lavoro e da show (ma poi la gran massa dei cani effettivi di tutti i giorni ha origini varie e diverse, lungo discorso, ci torneremo) probabilmente è inevitabile nelle razze in origine da lavoro in relazione all'attuale cinotecnia e mondo sportivo e, forse, un tentativo di allevamento dual purpose facilmente porta a cani non vincenti nello sport come nel lavoro. Qui ci fermiamo e non sappiamo indicare una soluzione ne' dare una risposta precisa. Non ce la sentiamo, forse ancora molto dobbiamo vedere. Certamente c'è una frase in chiusura dello Standard che però dovrebbe farci pensare tutti e che racchiude in due righe un concetto importantissimo "Solo i soggetti sani ed in grado di svolgere le funzioni per le quali sono stati selezionati e la cui morfologia è tipica della razza, possono essere utilizzati per la riproduzione." Insomma, il cane lo dobbiamo "riconoscere" come Siberian husky e deve saper trainare con sufficiente efficienza una slitta! È il minimo sindacale.
FONTI E APPROFONDIMENTI
Giochi Olimpici Invernali 1932 - sleddog dimostrativo - Wikipedia (english)
Giochi Olimpici Invernali 1932 - sleddog dimostrativo - Olympedia (english)
Filippo Cattaneo - 1993 rivista trimestrale quaderni cinofili Siberian Husky (n.2) – (supplemento a WorkDogs n.30) - Edizioni Cinque s.r.l. – Biella - riproposto sulle News - autunno 2005 - SHCI consultabile qui
Descrizione dell'andatura del canter - Wikipedia
Descrizione dell'andatura del canter e del galoppo - dal blog pillolequestri
