L'abbattimento del lupo quest'estate in Val Venosta è costato una cifra stimata che dovrebbe raggiungere i 50.000 euro pubblici (e 27 voli in elicottero). Una cifra superiore a quella spesa per i risarcimenti per i danni di predazione al bestiame ad opera del selvatico durante tutto l'anno (2024) nella Provincia autonoma di Bolzano.
Nel WEB potete trovare molte fonti, ve ne citiamo una per tutte volutamente dal mainstream dal sito de "La Stampa".
Il tutto a dimostrazione di una politica demagogica e propagandistica, figlia di una disonestà intellettuale (la nostra fantasia a parlare di disonestà ci suggerisce anche altro, ma si sa, è solo fantasia). Mettiamoci anche, facendo finta (molto finta) di calarci nei panni di chi vede negli abbattimenti una possibile soluzione (e una soluzione etica!) che oltretutto questi interventi alla cazzum (ci si passi il termine tecnico) finiscono per sortire effetti diametralmente opposti al contenimento delle predazioni. Gli abbattimenti fatti in maniera casuale portando facilmente alla disgregazione del branco (ne parlavamo qui) possono finanche peggiorare gli attacchi al bestiame domestico, soprattutto se mal gestito, poiché il gruppo di lupi non è più in grado di predare vantaggiosamente i selvatici ed è costretto a ripiegare su prede più facili.
Insomma oltre che un atto inutile e criminale, un furto.
