Di questa ricerca "Arctic-Adapted Dogs Emerged at the Pleistocene-Holocene Transition" AA.VV ne avevamo già parlato in occasione delle similitudini genetiche, mantenute con il selvatico, in merito alla capacità di digerire i glucidi e alle copie del gene AMY2B (responsabile della digestione dell'amido) come numero sovrapponibile tra i cani nordici ed il selvatico. Ci eravamo riproposti di tornarci. Il nostro articolo è qui, la ricerca è consultabile in inglese qui.
Il lavoro è stato effettuato con studi genomici su resti paleontologici, una mandibola di lupo del pleistocene siberiano, risalente a 33.000 anni fa, una mandibola di cane dal sito dell'isola di Zhokhov (ne avevamo parlato qui) datata a 9500 anni fa, e sulla sequenza genica di 10 cani da slitta moderni della Groenlandia. I cani sono stati scelti a gruppi di due di provenienze diverse per avere un campione statistico significativo. Questi dati sono stati poi analizzati insieme a quelli dei genomi di 114 canidi geograficamente e geneticamente diversi.
Lo studio si proponeva di seguire l’emergere delle razze da slitta nello spazio e nel tempo. A tal proposito sono stati incrociati anche i dati archeologici dal sito di Zhokhov dove è dimostrata una cultura evoluta nell'utilizzo del traino con i cani da slitta risalente al periodo mesolitico di 8/9000 anni fa e resti di cani, distinguibili già per tipo, utilizzati in questa pratica.
È stata riscontrata una somiglianza genetica tra il cane di Zhokhov e i moderni cani nordici (cani da slitta Groenlandesi, Alaskan Malamute, Siberian Husky e Husky dell’Alaska), un flusso genico tra il lupo del pleistocene e i nordici ma non tra i lupi Nord Americani attuali e i cani da slitta (incluso Zhokhov). Ciò fa ritenere l'origine dei moderni nordici dalla Siberia, suggerisce che i lupi artici non abbiano contribuito geneticamente negli ultimi 9500 anni e il mantenimento di una barriera contro gl'incroci ibridi nella selezione. Tutto ciò può indicare una continuità genetica nelle razze artiche da almeno 9500 anni. È risultato per di più che i Groenlandesi sono la razza che maggiormente è rimasta isolata, senza mescolanze con altre e più vicina al cane di Zhokhov.
Come avevamo già visto nell'altro articolo, i cani nordici non possiedono adattamento alle diete ricche in amidi e ciò coinvolge il numero di copie del gene AMY2B, simile a quello del selvatico, responsabile della sintesi dell'amilasi pancreatica (digestione dell'amido) e il gene MGAM che si presenta nell'aplotipo ancestrale come nei lupi ed è responsabile per l'enzima maltasi-glucoamilasi che entra in una seconda fase della digestione degli amidi. Di contro presentano aplotipi unici nei geni coinvolti nel metabolismo dei grassi, come SLC25A40 e APOO, assenti in Zhokhov e quindi emersi evolutivamente dopo. Ciò è sovrapponibile ad adattamenti simili avuti nei popoli artici umani.
Esistono evidenze di una selezione positiva che identifica differenze genomiche nei cani da slitta rispetto ai lupi e agli altri cani. Geni coinvolti nella sensibilità alla temperatura, regolazione vascolare e sensibilità al dolore (geni TRPC4, TRPV2). Un altro gene (CACNA1A) è implicato nella resistenza all'ipossia e nella contrazione muscolare. Tutto ciò a creare peculiarità a vantaggio della prestazione fisica nei territori artici che presumibilmente erano già presenti nei cani di Zhokhov di 9500 anni fa.
Convergenze evolutive similari sono riscontrabili in altri organismi viventi artici.
I rilevamenti archeologici e genomici suggeriscono che la tecnologia della slitta e i tratti genetici tipici dei cani da traino fossero già fissati nei territori artici siberiani oltre 9500 anni fa migliorando la sopravvivenza umana sin dall’inizio dell’olocene.
In sintesi
• i cani nordici derivano da una popolazione siberiana di oltre 9000 anni fa con un flusso genico che parte dal lupo del pleistocene
• i Groenlandesi presentano minor mescolanza con le altre razze a suggerire maggior isolamento e conservazione di una linea antica
• i cani da slitta hanno minor capacità di digerire gli amidi, non hanno subito adattamento a una dieta con glucidi come le altre razze, e digeriscono meglio i grassi
• i nordici hanno subito un adattamento positivo agli ambienti artici quali resistenza al freddo, alla carenza di ossigeno, alle performance fisiche e muscolari in ambienti estremi
• le prove archeologiche e genetiche suggeriscono che le caratteristiche dei cani da traino fossero già presenti oltre 9000 anni fa in una cultura siberiana che conosceva ed usava il traino con le slitte in maniera evoluta e su cui ha costruito un castello di sopravvivenza.
