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Il Siberian Husky è un cane adatto a vivere con bambini piccoli? Iniziamo col dire che sicuramente questo cane ha un'aggressività e territorialità interspecifica nei confronti dell'uomo veramente molto bassa tant'è che è un cane assolutamente inadatto alla guardia. È anche vero che, con la giusta educazione e controllo, qualsiasi cane equilibrato e ben gestito può convivere con dei bambini nel nucleo famigliare, con magari particolari attenzioni riguardo la razza che sono sempre da considerare. Di contro anche i bambini andranno educati a convivere correttamente col loro compagno peloso. Ma torniamo al nostro Siberian, abbiamo visto che l'aggressività nei confronti dell'uomo potremmo definirla pressoché nulla, partiamo quindi con il giusto passo.
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Quanto i cani finiscano per entrare nelle culture dei popoli che li hanno domesticati, ne abbiamo detto più volte. Per popoli, come quelli dell'Artico Siberiano, dove i cani erano risorsa vitale, questo legame ed influenza è notevolmente forte e, inevitabilmente, finiamo per trovarli incastonati nella loro mitologia.
Al solito parleremo in particolare del popolo chukcio, anche per "facilità e omogeneità" di fonti.
E a proposito di fonti, tutto quanto segue è soprattutto estrapolato da un lavoro del primissimo '900, curato da un etnografo, Waldemar Bogoras, che ha raccolto e trascritto racconti verbali di questo popolo. In rete è reperibile facilmente uno dei volumi di questa opera, "Vol.VIII parte I Chukchee mythology", ad esempio a questo link
come anche il volume XII parti 1-2-3 a quest'altro indirizzo
Alcuni passi sono presi direttamente dall'opera, altri da fonti terze che la citano. Quindi, per chiarezza, quando ci saranno testi riportati virgolettati, relativi direttamente all'opera originale, useremo il carattere corsivo.
Nella mitologia dei chukci, il cane è generalmente visto come figura di collegamento tra i mondi, guida delle anime ed anche giudice post mortem. Si pensava anche le anime potessero reincarnarsi nei cani.
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Nel suo ormai datato libro "Il Siberian Husky", poco meno di quarant'anni fa editato in Italia dalla De Vecchi Editore, Dominique Grandjean, già medico veterinario della nazionale francese di sleddog, riportava: "(...) Diarrea cronica (...) Le cause sono molto numerose, ma per quanto riguarda il Siberian Husky esiste una causa principale: la cattiva digestione glucidica. Infatti, non è raro constatare che, in questa razza, la distribuzione di una dieta che non porrebbe problemi ad altri cani, diventa causa di diarrea persistente. Questo fenomeno è senza dubbio da attribuire a un'insufficienza di certi enzimi digestivi (amilasi pancreatica) caratteristica della razza e senza dubbio di tutti i cani nordici (...)". Non sappiamo se dietro ci fosse una raccolta di dati o semplice "impressione sul campo", sta di fatto che ricerche, anche recenti, sembrano confermare in pieno questa tesi.
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I TENTATIVI DI CONQUISTARE LA PENISOLA DEI CIUKCI DA PARTE DELLA RUSSIA ZARISTA - Dell'importanza dei cani da slitta nell'economia ed anche nell'ecologia dei popoli dell'Artico Siberiano ne abbiamo già parlato. Quella tra cane e uomo è una vera simbiosi mutualistica e di fatto la stessa cultura umana è sicuramente stata notevolmente influenzata da questo rapporto, ciò in ogni contesto successivo ai varii nuclei di domesticazione (popoli diversi, culture diverse, razze canine diverse).
Per le tribù dell'artico siberiano la slitta trainata dai cani rappresentava il principale mezzo per spostarsi nei territori, andare nei territori di caccia e pesca, spostare uomini e materiali. Di fatto un nodo focale nella vita di queste genti.
Ed i cani ebbero, storicamente, un ruolo cruciale anche sul piano bellico per fronteggiare il tentativo di sottomissione da parte dell'impero russo.
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"I risultati ottenuti indicano che circa 8000 anni fa il sito di Zhokhov fosse abitato, oltre che da esseri umani, anche da cani domestici già pienamente sviluppati come specie. Per dimensioni questi cani erano simili agli attuali cani da slitta e da caccia, simili agli husky dell’Artico Siberiano."
Interessante lavoro pubblicato nel giugno 2017 (Archaeological dogs from the Early Holocene Zhokhov site in the Eastern Siberian Arctic - Vladimir V. Pitulko e Aleksey K. Kasparov) e relativo alla discussione dei principali scenari dell’evoluzione del cane e del suo impiego nelle economie ed ecologie umane durante il periodo del primo Olocene nell’Artico Siberiano, in riferimento ai ritrovamenti presso il sito dell'isola di Zhokhov (Mare della Siberia Orientale, arcipelago delle isole della Nuova Siberia, ora disabitata). I dati raccolti suggeriscono che, dopo la separazione dal comune antenato con il lupo grigio, l’evoluzione del cane si sia svolta in tre fasi di selezione secondo il seguente schema:
- selezione naturale, lupi confidenti che raccolgono i resti del campo umano
- selezione artificiale basata sull’addomesticabilità - soggetti maggiormente gregari
- selezione artificiale orientata alla specializzazione funzionale (es: cane da slitta) - creazione delle razze
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Esperienze a confronto: il comportamento dei cani in base all'origine. Il Siberian Husky e la sua espressività
Eugenia Natoli
Canile Sovrazonale, ASL Roma 3, Roma, Italia
Lo studio esplora l’influenza dell’origine dei cani sul loro comportamento in età adulta, utilizzando il questionario C-BARQ (Canine Behavioral Assessment and Research Questionnaire), uno strumento validato scientificamente e compilato dai proprietari per valutare diversi aspetti comportamentali.
Il campione è composto da 85 cani adulti da compagnia, tutti adottati tra i 2 e i 3 mesi di età, suddivisi in quattro gruppi omogenei per età e condizione di adozione:
• cani nati liberi, prelevati dal territorio e successivamente accolti in un rifugio;
• cani nati all’interno di un rifugio da madri catturate in stato vagante;
• cani di razza pura Siberian Husky;
• cani di razza pura Golden Retriever.
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Sul parallelo tra il movimento del lupo nella neve ed il movimento e comportamento durante il lavoro del Siberian Husky ne avevamo già parlato qui:
https://www.piccololupo.it/news-blog/126-lupo-impronte-movimento-siberian-husky
con riferimenti anche al single track e alla sua funzione.
Ricordiamo che nella domesticazione del cane, in base al nucleo umano ed al lavoro ausiliario che questo animale ha svolto, con notevole accelerazione si è avuta una selezione sui caratteri base del selvatico, potenziandone alcuni, limandone altri, portandosene dietro tal'altri che erano indifferenti. Così, per ogni nucleo culturale umano, per ogni utilizzo, si è creato uno specialista per il lavoro cui il cane si è formato. In questo modo si sono create le razze canine. E sicuramente con un effetto feedback anche sulla cultura dei nuclei umani dove la domesticazione è avvenuta.
È bello allora guardare ai cani cercando le origini delle loro "specializzazioni" nei comportamenti ancestrali; così è bello guardare al Siberian Husky, cane da slitta, guardando ai comportamenti del selvatico da cui tutti i cani derivano.
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Lo scorso 17 maggio, ad Olevano Romano, ospiti dell'amministrazione comunale presso la bella sala polivalente realizzata nell'area dell'ex cinema Smeraldo, si è svolto un incontro intorno al cane, con ovvia attenzione al Siberian Husky, al lupo ed all'interazione coll'uomo. L'incontro, da noi organizzato, si realizzava in occasione del ventennale della traversata in slitta di parte del Parco dei Monti Simbruini, "Impronte nella neve". E come anche nel convegno che al tempo ne seguì, con lo stesso titolo, ospiti e relatori, graditi e di prestigio, sono stati la dott.ssa Eugenia Natoli, biologa, etologa presso il canile di Roma La Muratella e il prof. Paolo Ciucci, biologo ricercatore e docente presso l'Università di Roma La Sapienza. Lo scrivente, Maurizio Guiducci, ha curato un intervento intorno al Siberian Husky e alle sue origini. Tra un intervento e l'altro ci sono state brevi letture interpretate da Marina Guiducci, preziosissima.
La sala si è presentata gremita, con nostra grande soddisfazione.
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Impronte nella neve: lupo, cane, uomo, un percorso comune.
Sabato 17 maggio 2025 Sala Polivalente - Cinema Smeraldo - Olevano Romano
inizio ore 16,30
ingresso libero
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Non lo toso!
E sì, diciamolo subito, se ci viene in testa, nel periodo caldo, di andare a tosare il nostro Siberian, beh, no, non gli faremmo certo un piacere. Al di là del fatto che poi il pelo, alle volte, stenta a ricrescere nella maniera corretta, è proprio che il cane soffrirà ancor di più il calore e non andrà a favore della sua salute. Cerchiamo di capire il perché.
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L'accoppiamento nel cane avviene quando la cagna è ricettiva e questo è all'incirca tra il decimo/quindicesimo giorno dall'inizio delle perdite vulvari del calore. Durante l'accoppiamento i due animali rimangono legati, per questioni anatomiche, posteriore a posteriore per un tempo variabile tra i quindici minuti e la mezz'ora.
La gravidanza nel cane dura mediamente intorno i sessantatré giorni da quando la femmina ha accettato il maschio.
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Il pedigree (questo sconosciuto). Sì, vabbé, ma cos'è un pedigree? Intanto cominciamo col dire quel che non è: non è certo un documento aristocratico che indica l'alto lignaggio e l'esclusività del cane. Insomma, il pedigree non è l'attestazione del quarto di nobiltà magari da esibire in società come un gallinaccio. È un documento tecnico. Il certificato genealogico, si chiama anche così, come prima cosa ci indica appunto la genealogia del cane (i suoi antenati) oltre ai suoi dati identificativi (tra cui il microchip, la data di nascita, il proprietario, l'allevatore), i controlli fatti (ma questo sarebbe migliorabile) e gli eventuali risultati degli ascendenti nelle valutazioni tecniche, l'appartenenza alla sua razza. Dal pedigree è possibile capire se c'è un lavoro ragionato dietro al cucciolo, un'idea di massima sul livello di consanguineità, se si tratta di accoppiamenti a caso o no. Il pedigree di per se non può però promettere un cane in assoluto corretto (quello è legato appunto al "lavoro" che c'è dietro) e chi lo dice forse racconta balle. Questo certificato, soprattutto, attesta, ed è l'unico valido, che l'animale è appartenente a quella razza. Un cane, anche se corretto, non può essere definito di razza senza pedigree.
